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Nell’ottobre 2011 sono stato eletto in Consiglio nazionale grazie al sostegno delle cittadine e dei cittadini ticinesi che hanno creduto in me. Il risultato ottenuto mi onora e mi rende orgoglioso. Sono un ragazzo fortunato che ha potuto fare della politica un componente importante della sua vita. Amo la Svizzera, il Ticino e la sua gente. Voglio ricambiare questa fiducia con massima determinazione e impegno per costruire la Svizzera di domani.

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Marco Romano


Ultimi articoli

Applicazione 9 febbraio – Intervento entrata in materia a nome del Gruppo PPD

Il PPD vuole finalmente arrivare a un progetto condiviso, capace di dare seguito al fondamento del nuovo articolo 121a della Costituzione, cito il capoverso 1 “La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri”. Il PPD vuole finalmente porre fine all’incertezza giuridica, ma anche politica, estremamente dannosa per il tessuto socioeconomico che vige ormai da oltre due anni. Il PPD vuole un’attuazione responsabile, capace di coniugare i vari interessi in gioco. Il PPD vuole un costrutto legislativo che permetta di gestire autonomamente l’immigrazione, non bloccarla integralmente, là dove genera problemi e distorsioni soprattutto nel mercato del lavoro, nel rispetto dei principi cardine della Costituzione e senza compromettere integralmente i rapporti bilaterali con l’Unione Europea. E’ una quadratura del cerchio possibile, un esercizio politico di responsabilità. Il progetto uscito dalla Commissione delle istituzioni politiche non ci soddisfa globalmente, va ancora perfezionato (si “possono stringere i bulloni”), ma è comunque accettabile al contrario di quanto prodotto dal Consiglio federale. […]

AVSplus: una pericolosa ipoteca per le future generazioni!

I sistemi pensionistici di tutto il mondo sono sotto enorme pressione a causa dello sviluppo demografico e dell’aumento della speranza di vita. In questo contesto appare pericoloso e compromettente dare seguito all’iniziativa popolare “AVSplus” promossa dall’Unione sindacale svizzera. Aumentare in modo generalizzato le rendite AVS del 10% è fuori luogo e non risolve i reali problemi. Anzi mette in gioco il futuro medesimo dell’AVS.
L’AVS si basa sul sistema di ripartizione. I contribuiti delle persone attive vengono immediatamente utilizzati per finanziare le rendite di vecchiaia delle persone in pensione. Nei prossimi anni la generazione dei “baby-boomers”, la più vasta di sempre, andrà in pensione rispettivamente sta già cominciano ad andarci. Risulta chiaro come il numero delle persone al beneficio di una rendita pensionistica aumenterà notevolmente, mentre quello delle persone attive, se tutto va bene, dovrebbe restare solo stabile. In aggiunta l’aumento della speranza di vita, un successo della nostra era, comporterà il versamento delle rendite per un maggior numero di anni. Tutto questo porterà ad un drammatico peggioramento della situazione finanziaria dell’AVS, che già da due anni evidenzia un bilancio negativo. […]

Ora i servizi sono muti, sordi, ciechi e con le mani legate

Questa legge, come sostengono i referendisti, crea solo un’illusione di sicurezza?
«La sicurezza assoluta non esiste. Occorre prendere le misure adeguate nei singoli ambiti per disporre di una rete coordinata ed estesa che garantisca la protezione massima possibile. Oggi il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) opera su basi legali antiquate e insufficienti. Metaforicamente è muto, cieco, sordo e con le mani legate. Questa revisione lo aggiorna, codifica nel dettaglio le misure possibili soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie e i rigidi controlli a cui sottostanno. Non è una sorveglianza generale della popolazione, ma un’individuazione tempestiva di minacce per il Paese. Il SIC può occuparsi solo di quattro ambiti fondamentali: il terrorismo e l’estremismo violento, lo spionaggio, la proliferazione atomica e l’attacco a infrastrutture critiche. È un’attività corrente svolta da tutte le democrazie moderne.»

Che garanzie ci sono che non ci saranno derive e ingerenze nella vita privata di chi non c’entra nulla con attività sovversive?
«La Legge prevede una struttura complessa e rigida di autorizzazioni e controlli. Le garanzie ci sono solo se la si approva. Sono cambiate le minacce e la tecnologia è evoluta. Il SIC può oggi solo ascoltare una conversazione tra malintenzionati sulla terrazza di un ristorante, ma non ha accesso a locali privati o a scambi di e-mail. Assurdo. Dire no significa lasciare una falla legislativa enorme, nonché esporre la Svizzera al rischio concreto di divenire un’isola dove “tutto è permesso” e “nulla è controllato”. Attorno a noi il livello è stato notevolmente alzato. Questa legge prevede che il SIC sia controllato su più livelli. Accanto al Parlamento che svolge l’alta vigilanza tramite la Delegazioni delle Commissioni della Gestione, è prevista anche un’autorità di controllo indipendente esterna. Questi gremi hanno accesso a tutti i documenti». […]