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Nell’ottobre 2011 sono stato eletto in Consiglio nazionale grazie al sostegno delle cittadine e dei cittadini ticinesi che hanno creduto in me. Il risultato ottenuto mi onora e mi rende orgoglioso. Sono un ragazzo fortunato che ha potuto fare della politica un componente importante della sua vita. Amo la Svizzera, il Ticino e la sua gente. Voglio ricambiare questa fiducia con massima determinazione e impegno per costruire la Svizzera di domani.

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Marco Romano


Ultimi articoli

Resto un politico di milizia

Quando lo contattiamo è per fissare un’intervista per parlare della sua carica di presidente della deputazione ticinese alle Camere federali. Un intero anno che lo porterà a guidare nove colleghi impegnati nella politica “dei piani alti”: i consiglieri agli Stati Filippo Lombardi, del suo stesso partito, il PPD, e Fabio Abate, liberale radicale, e i compagni di banco, i consiglieri nazionali Fabio Regazzi (PPD), Giovanni Merlini e Rocco Cattaneo (PLR), la socialista Marina Carobbio Guscetti, i leghisti Roberta Pantani e Lorenzo Quadri, e Marco Chiesa (UDC).
Classe 1982 («appartengo forse all’ultima generazione che ha ancora giocato a calcio per strada nel nucleo»), di Mendrisio – dove i nonni gestivano una trattoria – e sposato con Maura, leventinese («i poli che si incontrano… e le montagne fantastiche di lassù»). Profondamente radicato nel suo Comune («tanto che Processioni storiche, Palio degli asini, Sagra dell’uva, weekend di San Martino sono qualcosa in cui ci devi assolutamente sempre essere»), è papà da cinque settimane (il nostro incontro risale al 24 gennaio) di Emma: «Mia figlia è nata il giorno prima che Carlo Croci annunciasse che lasciava. Lo reputo un segnale…».
Noi lo intervistiamo il giorno dopo l’addio ufficiale di Croci alla poltrona di sindaco di Mendrisio. E la presidenza della Deputazione viene così scavalcata dal nuovo evento. […]

#MarcoRomanoSindaco – Conferma disponibilitàper la candidatura a Sindaco di Mendrisio

Amiche ed amici,
Mendrisio non è solo un comune, ma una comunità che ti cresce e di regala un quadro sociale straordinario. Quando Carlo qualche settimana fa mi ha comunicato la sua partenza, ho da subito compreso l’eccezionalità della situazione. La vostra presenza questa sera, mi dà una prima risposta. Il momento è storico. Il compianto Sindaco Pierluigi “Pepè” Rossi costruì il Magnifico Borgo, Carlo Croci l’ha fatto Città, con uno stile da “Signore della politica”, e un’attenzione alla prossimità al cittadino e al rispetto per i nostri valori. Non hanno scritto una pagina di storia, bensì ognuno un tomo di un’enciclopedia che non deve fermarsi. A loro va la nostra massima gratitudine e stima. Alle scorse elezioni sono stato largamente il più votato dopo Carlo: 3’826 voti (S. Cavadini: 3’221). Sono disponibile, motivato e determinato a impegnarmi quale Sindaco di Mendrisio, comune in cui sono cresciuto e alle cui radici sono molto legato. Amo Mendrisio e sono pronto a impegnarmi con passione per la carica di sindaco. […]

Più tedesco a scuola? L’idea è da considerare

Per un giovane ticinese è meglio padroneggiare il tedesco o il francese? Una domanda non certo nuova, sempre attuale, su cui in Ticino si torna puntualmente a discutere. Storicamente la risposta fu il francese: lingua latina come l’italiano, “più facile” da apprendere e per decenni idioma di riferimento della diplomazia europea. Oggi la risposta brutale potrebbe essere: “basta l’inglese”. È razionalmente difficile dissentire. Istituzionalmente è tuttavia doveroso e legittimo ribadire che il plurilinguismo svizzero è un plusvalore unico che va difeso e vissuto concretamente. Accanto alla lingua della regione in cui si cresce, anche nel futuro occorrerà imparare almeno un’altra lingua nazionale; anche per necessità se si appartiene a una minoranza. Il Ticino è un esempio per tutto il Paese, francese e tedesco sono parte dell’insegnamento obbligatorio. Il valore per la coesione nazionale è sottostimato; altri Cantoni dovrebbero riflettere. […]