Stimate Concittadine e stimati Concittadini,

Nell’ottobre 2011 sono stato eletto in Consiglio nazionale grazie al sostegno delle cittadine e dei cittadini ticinesi che hanno creduto in me.

Il risultato ottenuto mi onora e mi rende orgoglioso.

Sono un ragazzo fortunato che ha potuto fare della politica un componente importante della sua vita.

Amo la Svizzera, il Ticino e la sua gente. Voglio ricambiare questa fiducia con massima determinazione e impegno per costruire la Svizzera di domani.

Ultimi articoli

Il vino svizzero: un piacere da gustare con moderazione

Un consumo di vino regolare e moderato è riconosciuto come parte di uno stile di vita sano. Studi scientifici degli ultimi decenni hanno dimostrato che un consumo moderato riduce il rischio di diabete e malattie cardiovascolari. La vitivinicoltura svizzera è un settore economico rilevante, capace di offrire una produzione variegata di qualità.
Nell’estate del 2018 lo studio “Alcohol use and global burden of disease”, pubblicato sulla rivista medica inglese “The Lancet”, ha suscitato clamore anche in Svizzera. Il suo obiettivo era di dimostrare che anche una modesta quantità di alcol non è sana e che quindi non esiste consumo privo di rischi. Sulla base dei risultati di 694 fonti di dati e di 592 studi, gli autori concludono che i rischi per la salute di un consumo moderato di alcol (quindi non solo vino!), soprattutto per quanto riguarda i tumori, superano i benefici e che quindi un consumo leggero o moderato non presenta alcun effetto positivo. Di conseguenza, essi chiedono una stretta regolamentazione legislativa del consumo a livello globale onde ridurre il consumo totale. Nello stesso periodo, la Commissione federale per i problemi inerenti all’alcool – basandosi su uno studio realizzato in sette paesi, prevalentemente dell’Europa settentrionale e orientale – ha corretto verso il basso le linee guida per un consumo di vino a basso rischio. Misure draconiane e illiberali, fuori luogo e misura. […]

Condizioni molto restrittive

All’apparenza e secondo le perizie mediche l’assicurato lamentava problemi alle spalle e alle ginocchia ed era in cura psichiatrica. L’osservazione nascosta ha permesso di appurare invece che questa persona giocava regolarmente a golf ad alto livello, era campione del suo club e aveva una vita sociale attiva. Ecco l’essenza di una sentenza del Tribunale federale del 2 novembre 2015 che ha permesso di smascherare un crasso abuso nelle assicurazioni sociali. Solo negli ultimi cinque anni le sentenze simili sono state parecchie decine.
L’osservazione nascosta è da tempo l’ultima ratio e ha effetti positivi. Fino ad oggi le basi legali per compierla sono state carenti e per questo il Parlamento ha deciso di elaborare un nuovo testo legislativo per fare chiarezza e regolamentare l’attività. Contro la nuova Legge è stato lanciato un referendum. Si voterà il 25 novembre: un SI è necessario per inquadrare l’osservazione e tutelare chi è realmente nel bisogno! […]

Ogni abuso è un’offesa a chi si trova nel bisogno

Intervista pubblicata su Corriere del Ticino, 07.11.2018

Marco Romano, punire l’illegalità ma rispettando lo Stato di diritto, dicono i referendisti. Registrazioni, droni, geolocalizzazione: gli strumenti per sorvegliare le persone sospettate di frodare le assicurazioni sociali non sono effettivamente sproporzionati?
«Quanto dicono i referendisti è falso, fuorviante e scorretto. Si generano paure infondate di fronte a un nuovo testo legislativo che serve proprio a fare chiarezza e a delimitare le attività di osservazione. Leggete il testo di legge: quanto sarà permesso è illustrato chiaramente, le regole sono rigide. Si può osservare, fotografare e filmare – previa autorizzazione di un giudice in extremis anche geolocalizzare una macchina – solo in spazi pubblici o spazi privati liberamente accessibili e visibili dal pubblico. Tutto il resto resterà vietato proprio perché non definito nella legge. Quindi niente droni, niente spionaggio in casa e niente penetrazione in dispositivi elettronici (telefoni e PC). La stretta privacy è rispettata. Bisogna ammetterlo, purtroppo vi sono situazioni incresciose dove cittadini, approfittando della complessità del sistema, riescono a ottenere prestazione di invalidità o infortunio anche quando di fatto non ne avrebbero il diritto. Truffano quindi l’assicurazione obbligatoria e rubano soldi alla comunità. Sono pochi casi, ma sottraggono milioni di franchi ogni anno a chi è realmente nel bisogno. La sorveglianza non è un compito di polizia (hanno ben altro da fare), ma delle assicurazioni medesime. La polizia agisce in ambito penale, le assicurazioni nell’ambito della legislazione specifica. La legge non permette una sorveglianza generalizzata e misure di polizia. Si potranno osservare i casi dubbiosi solo in caso di un sospetto fondato su indizi concreti, solo se tutte le altre misure di verifica si sono già rivelate vane o sproporzionate e dietro autorizzazione di un membro di direzione dell’assicurazione coinvolta. Queste tre condizioni devono essere sempre soddisfatte cumulativamente e ogni caso va valutato singolarmente. Si osserva solo quando vi sono situazioni incongruenti e forti sospetti di abuso che necessitano una prova». […]