Stimate Concittadine e stimati Concittadini,

Nell’ottobre 2011 sono stato eletto in Consiglio nazionale grazie al sostegno delle cittadine e dei cittadini ticinesi che hanno creduto in me.

Il risultato ottenuto mi onora e mi rende orgoglioso.

Sono un ragazzo fortunato che ha potuto fare della politica un componente importante della sua vita.

Amo la Svizzera, il Ticino e la sua gente. Voglio ricambiare questa fiducia con massima determinazione e impegno per costruire la Svizzera di domani.

Ultimi articoli

Il plurilinguismo è un valore aggiunto

Intervista pubblicata su Il Caffè, 14.04.2019

Gli italofoni sono nettamente sottorappresentati nei posti chiave dell’amministrazione. Qual è la sua reazione?
“Sono deluso e arrabbiato. L’amministrazione federale è il cuore del nostro Stato. Lavora per il Paese. Serve tutte le sue componenti e deve relazionarsi con esse rispettando la varietà linguistica. Il radicarsi di un blocco monolitico svizzero-tedesco è preoccupante. Non basta prenderne atto e lamentarsi. La Svizzera italiana deve reagire: Berna non è lontana e la Confederazione è un ottimo datore di lavoro. I vertici della Confederazione devono prendere misure più incisive per favorire l’equa presenza delle comunità linguistiche”.

La coesione nazionale di cui la Svizzera va tanto fiera il 1° agosto è solo un mito?
“Il plurilinguismo è una risorsa eccezionale. Non un concetto astratto da sventolare nei discorsi ma un plusvalore da vivere attivamente. È un reale collante tra le singole componenti del Paese. È il ponte tra differenti culture, regioni e dinamiche. La conoscenza delle lingue nazionali deve rimanere fra le nostre priorità e va promossa in tutti i contesti. Solo così manterremo la nostra specificità in un mondo che tende a relativizzare le identità. In questo ambito sia il mondo della scuola sia l’amministrazione pubblica giocano un ruolo chiave”. […]

Newsletter – marzo 2019

Gentili Signore ed egregi Signori,
care Amiche e cari Amici,

la sessione primaverile delle Camere federali si è chiusa settimana scorsa. Tre settimane di lavori parlamentari nelle quali in Consiglio nazionale abbiamo trattato circa 390 oggetti e votato 300 volte. Il sistema di milizia svizzero è unico e geniale: a Berna in “sole” dodici settimane l’anno si svolge un’attività parlamentare bicamerale che nelle principali democrazie occidentali tiene impegnati deputati professionisti (!) tutto l’anno.

Nelle giornate di lavoro si sono susseguiti i temi più disparati. In votazione finale abbiamo approvato importanti convenzioni internazionali per la riduzione delle emissioni di CO2 e la protezione del clima a dimostrazione che la politica non è ferma; ricordando che la principale responsabilità è nelle mani di ognuno di noi.
Per il Ticino è poi stata fondamentale l’approvazione della modifica delle Legge federale sull’utilizzazione delle forze idriche che conferma i canoni d’acqua risorsa economica fondamentale per le nostre Valli.

Ho preso la parola su vari temi cercando sempre di esprimermi in lingua italiana e portando soluzioni costruttive, piuttosto che negatività. La sessione è stata come sempre pure l’occasione per depositare proposte, sollevare questioni ed esigere spiegazioni. In particolare: […]

Accordo quadro necessario ma ora impraticabile

Le relazioni istituzionali tra la Svizzera e l’Unione Europea sono in sostanziale stallo da parecchio tempo. A livello diplomatico il prodigarsi è notevole. Gli sviluppi politici languono. I fronti sono politicamente distanti; tanto quanto sono differenti i sistemi e i valori di riferimento.
Da un lato una Svizzera che globalmente crede nella via bilaterale, difende la propria sovranità e respinge (giustamente!) ogni discorso d’adesione. Berna e i Cantoni guardano con scetticismo alla tecnocrazia di Bruxelles e seguono con occhio attento le preoccupanti dinamiche interne ai singoli Paesi europei. Sul fronte comunitario la Svizzera non è certamente in cima all’agenda politica; le preoccupazioni e i conflitti per gli Stati membri sono altri. Si guarda alla Confederazione con irritazione per il costrutto bilaterale che garantisce una significativa e semplificata partecipazione al mercato europeo senza particolari obblighi nella ripresa del diritto. La democrazia diretta e il federalismo elvetico poi, con le loro regole e i loro tempi, sono totalmente misconosciuti. Nel quadro complessivo occorre infine aggiungere che entrambe le realtà sono prossime alle elezioni e la questione Brexit rappresenta per l’Europa una sfida cruciale per la coesione interna. […]