Alla luce degli sviluppi della politica migratoria internazionale e della crescente pressione nei confronti della Svizzera, si chiede al Consiglio federale di:
1. verificare se l’effettivo globale autorizzato del Corpo Guardie di Confine è almeno pari a quello in servizio prima dell’entrata in vigore dell’accordo di Schengen/Dublino. Si ricorda che tra le misure di   accompagnamento a tutela del Ticino, il Consiglio federale aveva prospettato un aumento dell’ effettivo autorizzato del Corpo;
2. concedere un aumento dell’effettivo autorizzato del Corpo Guardie di Confine per poter gestire le emergenze specifiche legate all’immigrazione, contrastare la criminalità transfrontaliera ed essere maggiormente incisivi nella lotta al contrabbando.

Motivazione
L’attuale situazione alla frontiera sud del Paese è preoccupante e tesa. Durante lo scorso anno sono notevolmente aumentati sia il numero di richiedenti l’asilo in arrivo nella città di Chiasso e alla frontiera “verde” del Ticino sia i soggiorni illegali. Le prognosi di evoluzione evidenziano che la pressione resterà alta, soprattutto per quanto attiene l’arrivo di cittadini dall’Africa e dai Balcani.
Il Corpo Guardie di Confine è sotto pressione. L’attuale dotazione di personale è limitata. Da più parti si chiede di gestire l’arrivo dei richiedenti l’asilo e i soggiorni illegali con maggiore efficacia ed efficienza. Serve un migliore e più presente controllo alla frontiera. Con maggiore personale, si potrebbe anche valutare di reintrodurre il “presidio fisso” presso tutti i valichi doganali. Nel contempo l’afflusso di richiedenti l’asilo crea crescenti impegni nella repressione di reati connessi all’immigrazione, quali la tratta di esseri umani e la criminalità transfrontaliera (ad. es. l’organizzazione dell’entrata illegale e i furti perpetrati da immigrati residenti illegalmente in Italia).
Appare dunque necessario e opportuno aumentare l’effettivo autorizzato del Corpo Guardie di Confine.
Maggiori effettivi non rappresentano esclusivamente un costo, si ricorda infatti che il Corpo Guardie di Confine realizza importanti e crescenti introiti a favore della Confederazione applicando la Legge federale sulle dogane. Parimenti è evidente che un maggiore controllo alla frontiera permette a medio termine di rendere meno attrattivo il nostro Paese con conseguenze dirette sul numero di pratiche d’asilo in entrata.

Marco Romano, Consigliere Nazionale PPD