La campagna elettorale è entrata nel vivo e la gente ha iniziato a ricevere il materiale di voto. Come vive questo momento?
Con massima determinazione e impegno, perché è ora che il PPD torni a vincere! Sto vivendo un mix di emozioni, condito anche da qualche preoccupazione. La giusta tensione connessa all’incertezza dell’esito elettorale. Tanta voglia di ottenere un risultato positivo prima per il Partito e poi, ovviamente, per il sottoscritto. È fondamentale attivare il maggior numero possibile di elettori. Alla luce della situazione attuale non abbiamo nessuna certezza riguardo all’esito del 18 ottobre. Tutto è comunque fondato sulla ferma convinzione di dare il massimo, coscienti con Fabio e Filippo di aver fornito un’attività intensa e solida in questo quadriennio a Berna. Invito a consultare il mio sito internet per ripercorrere quanto proposto e realizzato: www.marcoromano.ch.

Come si svolge una campagna elettorale per le Federali?
Credo che sostanzialmente occorra seguire quattro filoni. Un primo lavoro è interno al Partito per attivare lo “zoccolo duro”. Il PPD manterrà i propri due seggi solo con una mobilitazione straordinaria della base. Vi è poi un potenziale latente di elettori PPD che va intercettato e mobilitato. In terzo luogo ritengo fondamentale proporsi all’elettorato d’opinione con i risultati ottenuti nel primo quadriennio coscienti di avere ancora molto da dare e fare. Infine, ricordiamo che la partecipazione elettorale non sarà purtroppo elevatissima. È un trend che perdura da anni. Voterà un cittadino su due e di conseguenza vi è la concreta possibilità di coinvolgere nuove persone a favore della nostra causa. Come candidati – sulla lista principale PPD, nelle due di Generazione Giovani, in quella dei Ticinesi nel mondo e con il sostegno dei Verdi liberali – stiamo dando il massimo, abbiamo ora bisogno di te che stai leggendo questa intervista.

Tra i candidati è quello che più di tutti ha parlato chiaro, sostenendo che il rischio di perdere un deputato è più che mai concreto. Lo pensa veramente?
Certo, il sondaggio pubblicato dal GdP mercoledì ne è la riprova. Senza una mobilitazione totale, il PPD corre il rischio di essere superato da un Partito socialista che gode di un sostegno trasversale da parte del fronte progressista. Il PPD ha il potenziale per vincere queste elezioni, ma sembra esserci una passività diffusa. Come candidati stiamo investendo ogni risorsa possibile, ma i risultati elettorali dipendono soprattutto dalla mobilitazione popolare. Non è il momento di lamentarsi o disinteressarsi, ma di reagire e dare una svolta.

Durante il Congresso di Locarno ha detto chiaramente che bisogna smettere di giustificarsi e di voler trovare a tutti i costi un colpevole. Cosa intendeva?
Ho vissuto e vivo intensamente il contatto con la base del Partito, così come vivo il Ticino. Amo stare con e tra la gente. Recepisco un’immagine distorta e stereotipata del PPD. Non siamo un partito “vecchio”, senza colore, spento, noioso e inutile. Guardiamo alle centinaia di persone attive e all’impegno politico che forniscono. È notevole, fondamentale e unico. Nel PPD, poi – come in qualsiasi altro gruppo, associazione o partito – convivono opinioni differenti (ma sempre disposte al dialogo), amicizie e antipatie, soddisfazioni e delusioni. È normale. Quanto mi rammarica e preoccupa è vedere come si attribuiscano “al Partito” (conglomerato di persone differenti tra loro, senza anima propria come ogni organizzazione) responsabilità per situazioni di difficoltà, delusione o insoddisfazione. Talune situazioni sono determinate dalle scelte di persone singole e le responsabilità non vanno ricondotte al Partito nel suo complesso.

Ci aiuti a stilare un bilancio della legislatura che sta giungendo al termine.
Lavoro intensamente nella Commissione delle istituzioni politiche e in quella di redazione, da metà legislatura sono entrato anche in quella della Sicurezza. Massima presenza nelle sedute plenarie con numerosi interventi a nome del Gruppo o quale relatore commissionale. Due iniziative parlamentari (entrambe accettate dalla competente commissione), 17 mozioni, 9 postulati, 28 interpellanze/interrogazioni e 33 domande puntuali. Il tutto in 16 sessioni ordinarie.

Cosa ricorderà con maggior piacere dei suoi primi quattro anni nel Parlamento federale?
Certamente l’accettazione da parte di entrambe le Camere della mia mozione volta, in un momento di riduzione del personale federale, ad aumentare l’effettivo del Corpo delle Guardie di confine; senza dimenticare la “dogana commerciale”. Un segnale importante per le regioni di frontiera alla luce del disimpegno vissuto negli ultimi decenni. La sicurezza necessita di maggiori risorse e non di proclami.

C’è un tema che avrebbe voluto trattare ma non ha ancora avuto il tempo di approfondirlo?
La problematica del traffico da e verso i centri urbani; penso alla realtà Mendrisio-Lugano, ma anche al Sopraceneri. Si tratta di questioni regionali che hanno comunque una rilevanza anche federale. Mi aspetto che il Ticino e i suoi Comuni facciano di più, ma da parte mia chiedo una maggiore iniziativa e coordinazione da parte della Confederazione. Di recente ho quindi depositato una mozione volta ad attivare la Confederazione affinché FFS, Cantoni e Comuni prevedano un numero maggiore di posteggi in prossimità delle stazioni ferroviarie. Viviamo una carenza cronica che non può esser compensata dal trasporto pubblico su gomma. Per togliere auto dall’autostrada, dobbiamo rendere il treno maggiormente attrattivo e oggi troppi rinunciano a causa della difficoltà nel raggiungere la stazione più vicina.

Quali sono, secondo lei, i temi prioritari?
Implementare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa preservando relazioni costruttive con i Paesi circostanti e l’Europa. Realizzare la riforma energetica e quella pensionistica. Chinarsi sulla questione della coesione nazionale e della reciproca conoscenza che permette un sostegno a realtà socioeconomiche diverse.

Per età potrebbe figurare in una delle due liste di Generazione Giovani. Cosa pensa dell’impegno del movimento giovanile del PPD?
Straordinario! È la migliore linfa per i prossimi anni e la migliore risposta al pessimismo presente in taluni elettori. Spero trovino il meritato spazio nelle rispettive sezioni, sempre coscienti che a decidere sono gli elettori. Meritano di maturare prima possibile esperienze politiche al fronte. Se ognuno di loro riuscirà ad attivare la propria cerchia di amici e conoscenze, le Federali potrebbero riservarci una piacevole sorpresa.

Nonostante abbia già maturato un’esperienza importante è ancora molto giovane. Dove si vede tra 10 anni?
Mi vedo, spero in salute, sempre felicemente sposato con una bella famiglia “accresciuta”. L’equilibrio e la felicità famigliari sono la maggiore fonte di energia rinnovabile in circolazione. Non credo alle carriere politiche pianificate; se mai ci sono state, sono finiti i tempi. Amo l’impegno per la cosa pubblica e se gli elettori vorranno sono intenzionato a dare il mio massimo impegno a vari livelli anche nei prossimi anni.

Quattro anni fa il suo caso ha dimostrato quanto valga un voto. Ci dica allora, in poche righe, per quale motivo dovremmo sostenerla…
Ho l’onore di essere consigliere nazionale in carica. Un’attività stimolante e appagante condizionata dai tempi non sempre rapidissimi del nostro sistema consociativo. Un ulteriore mandato mi permetterebbe di continuare il lavoro iniziato godendo dell’esperienza e della credibilità acquisite. Da un punto di vista prettamente partitico, permettetemi un ulteriore appello: voglio che il PPD vinca e mi batto per questo, ma necessito del sostegno degli elettori!

Intervista su Popolo e Libertà a cura di Gianluca Pusterla, 02.10.2015