http://www.tio.ch/Ticino/Politica/News/660182/Marco-Romano-Ecco-perche-ero-sparito

MENDRISIO – È lui stesso ad ammetterlo. “Lunedì, quando ho fatto il mio ingresso a Palazzo federale, le gambe mi tremavano”. Marco Romano sentiva l’adrenalina salire a mano a mano che il primo giorno della sessione invernale delle Camere si avvicinava. Reduce dallo storico sorteggio vinto contro la collega PPD Monica Duca Widmer, a soli 29 anni è il consigliere nazionale più giovane che il Ticino abbia mai avuto nell’ultimo trentennio. “Ed è una responsabilità. Soprattutto in tempi in cui i giovani non si interessano di politica. Ecco, in questi 4 anni vorrei contribuire a riavvicinare i ragazzi alla cosa pubblica. Inviterò le classi di scuola media o di liceo, a seguire le sessioni”.

È passata più di una settimana dallo spareggio fratricida di casa PPD. Come va?
“Provo sensazioni miste. Da una parte una gioia incredibile, è una nuova avventura, ho preparato tutto in fretta, ho dormito pochissimo le scorse notti. Dall’altra continuo a pensare al modo crudele con cui si è decisa la mia elezione. Penso a Monica, alla maniera con cui la sua carriera politica è stata interrotta”.

L’ha sentita in questi giorni?
“Sì. Abbiamo avuto una conversazione molto spontanea. È una grande persona. La politica ticinese perde un pezzo da novanta, una donna dalle mille risorse”.

Per lei, appena 29enne, una sconfitta sarebbe stata più facile da digerire. In fondo è ancora agli inizi e tra quattro anni avrebbe potuto riprovarci.
“Non credo. Tra quattro anni non ci sarebbero probabilmente stati due posti vacanti come stavolta. Era un’occasione unica anche per me”.

Lei per tutto il mese di novembre è letteralmente sparito. Niente apparizioni in televisione, niente comparsate su facebook, niente articoli sui giornali. Qualcuno non ha gradito, lo sa?
“Lo so, lo so. Ma mi sono eclissato in maniera spontanea. Non volevo più parlare prima che le cose fossero chiare una volta per tutte. Non volevo essere frainteso”.

In molti il 6 novembre le hanno fatto gli auguri di buon compleanno su facebook. Lei però non ha risposto a nessuno. C’è chi ci è rimasto male e ha giudicato questo atteggiamento come arrogante o infantile…
“Mi dispiace. Ma vale lo stesso ragionamento fatto in precedenza. Purtroppo anche il mio silenzio è stato male interpretato. È stato un mese difficile”.

Quali temi inizierà a portare avanti a Berna?
“Innanzitutto quello delle infrastrutture legate ai trasporti. Dalle strade alla ferrovia. In Ticino ci siamo un po’ dimenticati della loro importanza. Prediamo ad esempio Locarno: è l’unica città svizzera a non avere un collegamento autostradale. Non può continuare così”.

Altro?
“Servono misure in favore del mercato del lavoro ticinese. Forse è ora di passare alla repressione. Con multe per le ditte che trasgrediscono a oltranza. E con leggi più orientate alla protezione della realtà ticinese. Un docente per insegnare in Ticino deve conoscere le lingue nazionali. Si introducano idee simili anche per altri settori”.

Marina Carobbio non è stata presa in considerazione. Il Ticino ancora per diversi anni sarà senza un consigliere federale. Cosa ne pensa?
“In questi quattro anni dovremo sensibilizzare tutte le regioni svizzere per fare capire alla gente che questo non è un capriccio ticinese. Bensì una necessità. Passare da sette a nove dipartimenti, e dunque da sette a nove ministri, sarebbe la soluzione giusta. In questo modo nessuno si sentirebbe penalizzato dall’ingresso del Ticino in Governo”.